The Bastard Contadine – Horror allo Stato Puro

Di film Horror che appartengono anche alla categoria meno conosciuta ‘Splatter’ ne abbiamo visti tanti, soprattutto nel nostro paese. Come dice Cineblog01, Tutto è iniziato 50 anni fa ed alcuni registi hanno continuato in questo settore, come il nostro regista preferito: Lucas Pavetto. E’ infatti lui il cervello di questo spettacolare film del 2006, intitolato appunto ‘The Bastard Contadine’ (e tra poco scoprirete anche il perchè della scelta di questo titolo…)

Trama del Film The Bastard Contadine

Come tanti film di questa nicchia particolare, anche la pellicola di cui stiamo scrivendo inizia con un flash back ambientato secoli prima, precisamente nel lontanissimo 1340. In quel periodo il mondo era meno democratico e molti avevano paura che gli uomini possano comunicare con i demoni. Questa sorte è toccata anche al protagonista, un contadino di nome Francisco Parker. Fu accusate ingiustamente di essere in contatto con il diavolo e per questo subì una punizione esemplare: una morte veloce e dolorosa, ovvero tirato da 4 cavalli con delle corde applicate ai suoi 4 arti.

Dopo la morte, l’uomo sembra essersi messo davvero in contatto con il diavolo e decide di tornare per vendicarsi in grande stile. Ma decide di farlo dopo tanti anni, precisamente 666 come il numero del diavolo. Da qui inizia il film vero e proprio, ma non vogliamo anticiparvi altro per non farvi perdere il gusto della visione.

Per gli appassionati del genere è giusto spiegare che il film The Bastard Contadine non è un film di Serie A dato che ha un budget molto ridotto e le camere utilizzate per filmare le varie scene sono veramente economiche. Ma nonostante ciò, il film rimane comunque di ottima qualità e non dovreste perdervelo. Per altre informazioni sul cast e sulla produzione non possiamo fare altro che lasciarvi al solito imdb, il miglior sito per i film al mondo.

ALTRI FILM CONSIGLIATI DALLO STAFF

  1. Silent Hill

Silent Hill (collina silente) era un videogioco della Konami che ho avuto il piacere, a suo tempo, di completare. Per l’epoca era davvero un culto: metteva vera paura quando il joystick tremava di colpo in mano durante l’aggressione di un demone alato. La musica e la grafica dark poi completavano il quadro di tormento/piacere che si provava stando davanti al monitor. E questo film ricalca, a larghe linee, il gioco e le emozioni che isprava. Quando una coppia di genitori scopre che la figlia Sharon soffre di allucinazioni, richiamanti ad un luogo di nome Silent Hill, la madre decide di portarvela, per cercare una risposta a questi disturbi. All’arrivo un incidente separa madre e figlia, e quando si risveglia la donna deve cercare la piccola, scoprendo ben presto che la nebbiosa città di Silent Hill è preda del demonio, che arriva a manifestarsi facendo calare improvvisamente l’oscurità sulla città, trasformando in un incubo di sangue pareti, vicoli e strade, e liberando i suoi scagnozzi. I pochi cittadini si rifugiano in chiesa, dove vivono come una setta satanica.


Indagando nei vari ambiti della città (tornano le sezioni del gioco, l’ospedale, la scuola…), madre e figlia riusciranno a scoprire cosa ha liberato il demonio…


Il mio parere su questo film è più che buono, forse perchè ho apprezzato molto il videogioco di cui ho rivisto parecchie scene, non è un horror splatter o del genere disgustoso e questo è un altro punto a suo favore.

2) Underworld il Risveglio

La vampira Selene (Kate Beckinsale) e il suo innamorato Michael, un ibrido uomo-mannaro, nel precedente film Underworld Evolution avevano dato guerra alla razza dei vampiri sconfiggendo il vampiro Marcus; in questo modo però l’umanità era venuta alla conoscenza dei vampiri e dei lycan, iniziando una epurazione per sterminarli. Catturata, Selene si risveglia 12 anni dopo, in un laboratorio della Antigen, società biotecnologica che la manteneva in stato di ibernazione. Finchè Selene, il “soggetto uno” degli esperimenti, viene liberata da un misterioso “soggetto due”. Fuggita dal laboratorio, Selene scoprirà che l’epurazione è ben lungi dall’essere stata completata, e dovrà dare inizio a una nuova guerra, stavolta contro i licantropi. Visibile su Altadefinizione


Questo quarto film della serie Underworld ci ripropone come protagonista Kate Beckinsale, dopo l’interludio dell’ “Underworld La ribellione dei Lycan” del 2009 ambientato in altra epoca. Torniamo quindi all’incirca ai giorni nostri, immersi nelle immancabili atmosfere cupe e oppressive che hanno caratterizzato anche gli altri episodi. Mantello di pelle nero lucido in vago stile Matrix, occhi azzurri e pistole dalle pallottole d’argento alla mano, la bella Selene dovrà fare i conti con il pericolo Lycan che minaccia la vita sua e dei vampiri rimasti nascosti in un mondo sotterraneo (UnderWorld, appunto), fino alla vendetta finale. L’azione si spreca, frenetica e supportata da un 3D non necessario ma funzionale. I colpi di scena, le smargiasserie e le inquadrature d’effetto si susseguono in un crescendo che non lascerà delusi i fan del genere, che troveranno sicuramente un film miglior del precedente per ritmo, storia e scene splatter, visto che le scene di combattimento o inseguimenti occupano la quasi totalità del film. Certamente non un capolavoro nè capace di instillare una qualsiasi morale, ma di sicuro intrattenimento e ben realizzato.

3) The Mist

Tratto da un racconto di Stephen King del 1976, The Mist (traduzione italiana ”La Nebbia’) vede i due protagonisti, padre (Thomas Jane) e figlio (Nathan Gamble) che, dopo una tempesta elettrica che ha causato danni alla loro abitazione e a tutta la città, si recano al supermercato per fare provviste. Qui però saranno circondati da una fitta nebbia, che nasconde pericoli mortali al suo interno. I pericoli non verranno soltanto dalla misteriosa nebbia, ma anche dagli altri clienti che restano barricati nel supermarket, che in breve perderanno la ragione sconvolti dal terrore e spinti da fanatismi religiosi fomentati dalla bigotta mrs Carmody (Marcia Gay Harden).


La storia ricalca alcuni dei tratti stilistici tipici del re dell’horror, dalla cui penna è stato tratto il film. La vicenda infatti è solo un pretesto per sondare la psiche umana, forse la cosa che più fa paura in questo film. Il terrore che rende ciechi e fa regredire le persone contro le regole di civiltà che la società ci impone, che permette il facile gioco dei sermoni fanatici della timorata di Dio Carmody. Il film vede per la maggior parte dello svolgimento l’assedio al supermercato, e riesce a rendere bene il senso di intrappolamento e di claustrofobia; come poi vuole la classica trama da film horror, i protagonisti fanno spesso di tutto per cacciarsi in mezzo ai guai, apparentemente contro le regole della sensatezza. Si vedrà quindi partire dal supermercato verso la nebbia assassina dapprima un gruppo di miscredenti, quindi una spedizione verso la farmacia del paese, per salvare un ferito. Come da copione, la situazione non potrà che peggiorare sempre più, fino al finale, forse unica vera pecca del film.

4) Doom

Doom è la trasposizione cinematografica del gioco di successo Doom per pc, uno dei primi sparatutto in 3D, dove si impersonava un marine spaziale che, armato di fucili a pallettoni, motoseghe e varie altre cosucce, sbarcava su Marte, pianeta infestato da ogni tipo di mostri da spazzare via per raggiungere il livello di gioco successivo. L’atmosfera spaziale, il motore di gioco innovativo e la giocabilità ai massimi livelli ne fecero un cult pluricopiato.


Nell’omonimo film si ricreano le atmosfere cupe del gioco e si ripropongono alcuni mostri di Doom 3. Un gruppo di marine spaziali, capitanati dal possente The Rock (il Re Scorpione), arrivano appunto su Marte; qui si trova un portale spaziale, precedentemente bloccato per impedire ai demoni di un mondo parallelo di attraversarlo. Qualcosa però non ha funzionato, il passaggio è stato forzato e strage è stata fatta di scienziati e militari presenti. La truppa di soldati dovrà vedersela con entità aliene piuttosto ostili.


Il film nel complesso è un discreto horror, dotato di buon ritmo, atmosfere cupe e mostri ben ricreati con analogie col videogioco che certo non mancheranno di render felici gli appassionati. Verso la fine del film inoltre troviamo una sequenza realizzata in prima persona, proprio come nel videogame.

5) The Devil’s Tomb

Un centro di ricerca archeologico segreto nel deserto, un messaggio angosciante inviato dal responsabile delle ricerche, un potere soprannaturale che si annida nelle profondità di quella struttura sotterranea: questi gli ingredienti di questo film con protagonista Cuba Gooding Jr. L’attore, più solito ad un tipo di film ‘per tutta la famiglia’, impersona Mack, marine degli Stati Uniti al comando di una forza speciale di soldati inviata per la missione di salvataggio. Gli uomini non sanno che ad attenderli si annida il male in persona.


Sempre più difficile è realizzare un horror innovativo: sarà perchè trovare nuove idee originali è pur sempre difficile, sarà per il periodo di crisi, che colpisce anche la cinematografia. Ad ogni modo The Devil’s Tomb, pur non essendo un disastro, non riesce a convincere del tutto. Gli attori infatti non sono malvagi, e Cuba Gooding riesce a calarsi bene nei panni del soldato. Anche la storia viene trattata con sufficiente credibilità, per quanto in alcuni punti zoppichi un po’. Tuttavia manca l’elemento interesse che fa scattare la scintilla nello spettatore, in fondo si sa già che nella struttura si trovano solamente dei preti posseduti e che, uno per volta, come in tutti i classici horror, i membri della squadra faranno una brutta fine, nei soliti modi stupidi. Ambientazione che mischia un po’ di Resident Evil a una atmosfera demoniaca, con miscela di flashback da ‘Black Hawk Down’, il tutto frullato insieme e servito con contorno di uomini posseduti, pustolosi e in grado di sputare acido e sangue, e marine che sparano mitragliate e frasi fatte e rozze. Per fare un paragone, The Devil’s Tomb ricorda vagamente Doom, senza però prenderne le atmosfere, le sceneggiature e gli effetti speciali dei mostri, e con una trama trattata in maniera più superficiale. Con uno sforzo maggiore lo si poteva rendere decisamente più interessante.

6) Denti

Dawn (Jess Weixler) è una adolescente che predica la ‘Promessa’, cioè la verginità e la castità fino al matrimonio. Ma fin da piccola ha una particolarità a dir poco inquietante: una vagina dentata. Al primo incontro, che finisce con un approccio indesiderato, reagisce moncando di netto l’organo maschile del ragazzo. La strage di moncherini prosegue, colpendo anche un ginecologo.


Il film Denti, preso come tale, non può risultare un vero e proprio horror: l’argomento di per sè infatti imbarazza e, oltre a suscitare un certo disgusto nel vedere moncherini sanguinolenti di organi maschili che finiscono nei peggiori modi, può suscitare anche una certa vena comica, anche per l’atmosfera volutamente ironica in alcuni punti. La storia però, specialmente nella prima metà, è lenta e stenta un po’ a decollare. In realtà bisogna guardare oltre per trovare un paio di metafore e argomenti molto importanti presi in considerazione dal film, come il nucleare e i problemi della mutagenicità (la centrale nucleare e le sue emissioni fanno da sfondo dietro la casa della ragazza a inizio e fine film), ma anche il tema dell’adolescenza e del prender coscienza della propria sessualità, e i problemi delle violenze sulle donne.

Da questo punto di vista il film riesce ad essere vendicativo, verso gli uomini che sono visti soltanto come assetati di sesso, senza alcun romanticismo o desiderio di far essere l’unione con una donna un atto di amore. E nel film costoro trovano la giusta punizione, cosa che sicuramente farà piacere non solo alle femministe, ma a tutti coloro che credono nei valori dell’amore e della sensibilità, e che abbiano lo stomaco di vedere un film del genere solo per veder sottolineati i propri ideali.

7) 28 Settimane Dopo

Il titolo è affine al precedente film, 28 giorni dopo, di cui questo film possiamo dire sia la continuazione. Anche in questo caso, protagonista è un virus che fa strage tra la popolazione della Gran Bretagna rendendo le persone delle belve assetate di sangue. Dopo 6 mesi, una forza militare Nato entra a Londra, ormai ritenuta sicura, e dà il via ad un progetto di ripopolamento: 15000 cittadini tornano in una zona sicura di Londra, protetti dai militari, e vivono una vita apparentemente normale.
Chiaramente qualcosa va storto, il virus torna a infestare e uccidere le persone e i protagonisti dovranno farsi strada fuori dall’area ‘sicura’, prima che sia bombardata a tappeto.


Lo stile horror del precedente film viene mantenuto immutato: telecamera sballottata nelle scene di inseguimento, persone zombificate che rompono imposte e sfondano porte, morsi sanguinanti e militari che sparano su chiunque, con parecchi effetti splatter di effetto. Qualche dubbio sull’effettiva sensatezza di alcune situazioni: persone che si rifugiano in una villetta di campagna protetta solo da qualche asse di legno, senza ulteriori difese; piano militare di difesa dell’esercito molto approssimativo, tanto che persino due bambini riescono a eludere la sorveglianza; e come al solito il non-morto che spunta fuori dove meno (non) te lo aspetti.
In conclusione, senza infamia e senza lode, per chi è appassionato di un genere horror-virale che va dai Resident Evil fino al recente Doomsday.